Buongiorno a tutti e andiamo avanti.
Il mezzo é una fotocamera Durst 66.
Italiana, datata 1956 (o giù di lì), frutto della vivacità che caratterizzava a quei tempi le scelte commerciali dell'azienda di Bressannone: tanto semplice da usare quanto sofisticata nella progettazione e nella costruzione.

Cominciamo dalle cose semplici: formato 6x6, film 120, avanzamento controllato da apposita finestrella, armamento dell'otturatore contestuale all'avanzamento, messa a fuoco a stima, due soli diaframmi realizzati su disco rotante, stimati f8 e f11, obiettivo di 8cm di focale realizzato da due lenti accoppiate (concavo-convesso) semplice, economico e di qualità limitata. In pratica si carica la pellicola e si scatta !

A far da contraltare a questa semplicità, alcune scelte progettuali estremamente avanzate, per quel tempo:
corpo in alluminio pressofuso,
otturatore pneumatico con scala dei tempi che va da 1/200 a 1sec (1/200, 1/100, 1/50, 1/25, 1/10, 1/5, 1/2 e 1sec) più posa B,
esposimetro a estinzione che indica l'accoppiamento del diaframma (selezionato sulla base della sensibilità del film utilizzato) con il tempo di esposizione, in funzione della rilevazione della luce esterna che veniva indirizzata su una scala di lettura attraverso un sistema di finestrelle, curvatura del piano focale per compensare la scarsa qualità della resa ottica dell'obiettivo ai bordi.

Adesso dovrei riuscire a caricare un film e cercare di scattare 12 foto: sarà dura !
...to be continued...